Pro Loco di Morfasso
Up Ciao Maurizio

GUARDANDO ALLA PRO LOCO, DI IERI E DI OGGI. 

A Morfasso la Pro Loco nasce nel 1966, dietro iniziativa di un gruppo di privati: Una prima Pro Loco era stata per la verità istituita prima del secondo conflitto mondiale, ma è dal ’66 che mette radici, con atto notarile del dr. Pultrini, l’associazione attiva tuttora.

Sono ancora, quelli, gli anni della villeggiatura estiva tradizionale, quando nella bella stagione la gente della pianura sciamava verso collina e montagna, e a Rusteghini e San Michele si celebravano mitiche serate di raduni alla buona a base di un bicchiere, un po’ di salame e una fisarmonica.

La Pro Loco, guidata dal presidente arch. Barbarani, si immette ben presto nei due filoni di base del turismo, promozione e accoglienza. Si creano iniziative di intrattenimento, come serate danzanti e tornei estivi di calcio; si comincia a parlare di salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali e ambientali presenti sul territorio.

Quando l’Amministrazione Provinciale decide di trasferire  alla gestione del Comune la strada di accesso al Parco Provinciale, passaggio che avrebbe comportato oneri insostenibili per il Comune e un danno irreparabile per il Parco, l’associazione si oppone duramente e la Provincia rinuncia al progetto. Non solo: la Pro Loco propone la ricostituzione del Consorzio di gestione del Parco e ne elabora uno statuto, l’unico fra i vari progetti che verranno presentati, che preveda una ripartizione degli utili a favore dei proprietari terrieri. Dopo molteplici vicende e a distanza di molti anni, oggi si può dire che il Consorzio è stato alla fine ricreato e ha cominciato una nuova esistenza.

Un’altra dura battaglia è stata consumata intorno alla vecchia chiesa del capoluogo, monumento di impianto cinquecentesco che contiene pregevoli stucchi, destinato alla demolizione: ma alcuni dirigenti della Pro Loco – Silavano e Fosco Barbarani, Francesco Gandolfi, Marco Bellini e pochi altri (compresi fra questi il card. Silvio Oddi e il cav. Steve Bellini) – si oppongono tenacemente andando contro il parere dei concittadini. La chiesa viene salvata e oggi tutto il paese è ben contento di ritrovare nel tempio, oltre ai valori di un edificio sacro di pregevole fattura, un patrimonio di affetti e di ricordi unico e ama la propria chiesa come il luogo della memoria, per la storia personale e quella della propria famiglia. 

Nel ’69 nasce il Premio Giottino, concorso di pittura estemporanea destinato alle scuole elementari e medie, una manifestazione che resta per moltissimi anni la più nota e la più seguita fra le iniziative di questa natura., condotta per molto tempo sotto la benevola attenzione del pittore Bruno Sichel e del prof. Giovanni Casali.

Nel ’79 prende avvio la Festa dell’emigrato, omaggio a un importante filone della storia vicina e lontana delle terre alte di val d’Arda e val Chero: nel corso degli anni sfilerà una straordinaria rassegna di morfassini impegnati nel mondo nei più diversi settori, premiati per quanto hanno realizzato e per l’attaccamento ai paesi d’origine.Nell’’86 l’associazione conduce una grande e analitica ricerca sul mondo dell’emigrazione locale, pubblicata sulla rivista della Camera di Commercio di Piacenza.

Nello stesso anno vede la luce il primo numero di Paesi nostri, rivista a cadenza semestrale o annuale che affronta i principali problemi dell'alta e media val d’Arda e val Chero. Nell’ambito della rivista grande rilievo assumono le ricerche storiche, che puntano a far conoscere momenti, aspetti, personaggi, modi di vita del passato. Nel 2000 la Pro Loco di Morfasso e l’Unione delle Pro Loco di Piacenza  raccolgono in un volume (“Paesi nostri”. Pagine di storia della Val d’Arda) alcuni degli articoli e degli studi che erano stati pubblicati, ai quali avevano collaborato Marco Bellini, Giovanni Casali, Francesco Gandolfi, mons. Domenico Ponzini, don Pietro Prati, Dante Rabitti, Anna Zani Prati.    

Il Premio Bellavalle: ecco un’altra felice iniziativa destinata a premiare i migliori restauri edilizi, i giardini più belli, i balconi più fioriti. E continua l’attività culturale, che trova la sede privilegiata soprattutto nelle pubblicazioni a stampa: vedono la luce via via Momenti storici della Val d’Arda (1986, raccolta di saggi presentati da storici e funzionari delle Soprintendenze, volume di grande successo, tanto che da anni è diventato introvabile); Atti del Convegno della Diga di Mignano (1987), altra opera di taglio storico che riunisce studiosi di vaglia, pubblicata in collaborazione con altri enti della Valdarda; e poi Guardiamoci ieri  (1987), raccolta di fotografie del passato organizzata secondo scansioni che fanno rivivere momenti della vita familiare di un tempo lontano, come il servizio militare, il matrimonio, i bambini, il lavoro nei campi, la vita all’estero.

 La Pro Loco, in quasi quaranta anni, ha seguito anche eventi annuali: come ad esempio la Fiera del capoluogo; la celebrazione della patrona Santa Maria Assunta tramite iniziative di spettacolo e di rievocazioni storiche (basta pensare all’esposizione sulla piazza del capoluogo della magnifica raccolta di  macchine agricole del passato che vedeva protagonista la collezione di Mario Saccomani); la sagra plurisecolare di Santa Franca, che si tiene sul monte che porta lo stesso nome. E ha poi dato corso ad iniziative assolutamente originali, ad esempio la Bottega del turista, uno spazio posto nel capoluogo in cui tutti potevano collocare liberamente, per la vendita, i prodotti di attività hobbistiche, oggetti di piccolo antiquariato,  strumenti del vivere quotidiano. Né si può dimenticare il sostegno prestato (siamo a metà degli Anni Novanta) alla difesa del monte Cravola, una delle montagne più belle dell’alta val d’Arda, ricca di scure rocce e di fresche acque, salvata dall’incombente destino di finire  come cava di ghiaia.

Col passare degli anni nell’associazione si succedono i presidenti: Silvano Barbarani, Francesco Gandolfi, Marco Perotti, Renzo Rodi, Secchi Carlo, Gregori Gianprimo, ancora Francesco Gandolfi, Negri Vincenzo; fino al presidente attuale, Alessandro Negri. 

La Pro Loco, sia pure con ritmi disuguali, ha acquisito col tempo, agli occhi di tutti, la propria ragion d’essere. Tanto che altri gruppi, a dislocazione frazionale, hanno dato inizio a itinerari paralleli: sono nate le Pro Loco di Casali, di Monastero, di San Michele.